Economia e calcio: analisi dei cambiamenti post-Covid

Economia e calcio: analisi dei cambiamenti post-Covid

ECONOMIA CALCIO FINANZE SERIE A – Il campionato, dallo scorso anno, non è più stato lo stesso. La pandemia di Coronavirus ha inevitabilmente condizionato ogni aspetto della vita quotidiana, incluso lo sport. Il calcio e la Serie A, in particolare, hanno risentito di questo particolare momento economico e le società italiane hanno tenuto molto più sotto controllo i propri bilanci.

Calcio, le società puntano a fare economia: l’analisi del calciomercato invernale

Il calciomercato invernale, quello dove di solito si piazzano i colpi più esosi, ha registrato un calo quasi del 50% rispetto all’anno precedente. Come riporta Calcio e Finanza, sono stati registrati 630 milioni spesi per acquisti in Serie A, con una decrescita di 540 milioni rispetto al 2019. In Premier League sono stati spesi 280 milioni in meno, ma è la Liga ad avere il calo più evidente: -970 milioni di euro rispetto al 2019.

Calciomercato, i cinque colpi più costosi in Europa

Sono stati i calciatori per i quali le società di calcio hanno speso di più in questa sessione invernale di calciomercato. La particolare classifica, stilata da Fichajes, vede Kai Havertz al primo posto (il Chelsea ha pagato il calciatore 80 milioni di euro). Secondo posto per la Juventus, grazie all’acquisto di Arthur per 72 milioni di euro, due in meno del Napoli che si piazza terzo per aver portato in Serie A l’attaccante del Lille, Victor Osimhen. Quarto il Manchester City con i 68 milioni di euro sborsati per Ruben Dias. Chiude la speciale classifica il Barcellona, con l’acquisto di Miralem Pjanic dalla Juventus: il cartellino del bosniaco è stato valutato 60 milioni di euro.

Serie A, attenta ai bilanci

La pandemia, in questo caso, non c’entra o, comunque, ha solo evidenziato un problema già esistente nel calcio italiano: quello dei debiti. Come riportato da Calcio e Finanza, infatti, nel 2018-19 in Serie A le società erano già in perdida per un totale netto di 2,5 miliardi (rispetto a 1,7 miliardi nel 2014-15). Stessa situazione delicata anche per gli stipendi: 1,8 miliardi di euro, rispetto a quelli del 2014-15 a quota 1,3.

LA SITUAZIONE ECONOMICA IN SERIE A: per saperne di più

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