Istituito il ministero per la transizione ecologica

Istituito il ministero per la transizione ecologica

MINISTERO TRANSIZIONE ECOLOGICA –  Il governo Draghi si è instaurato con figure di continuità con il precedente governo Conte, ma anche inserendo novità. Tra le molte spicca il neo formato ministero per la transizione ecologica, che emerge dal dipartimento per la Transizione ecologica e gli investimenti verdi, che faceva parte del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. Ancora però non sono ben chiare quali saranno le mansioni e le specifiche di tale ministero. Cerchiamo di fare chiarezza.

Come siamo arrivati al ministero per la transizione ecologica

Sia in Italia che all’estero, oltre alle richieste in merito alla pandemia, forti sono le pressioni sulla svolta green che tutti dovremmo mettere in atto. Basti vedere i 17 Goals segnati nell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile stilata dall’Onu. Questi obiettivi sono stati sottoscritti da tutte le nazioni facenti parti delle Nazioni Unite, ma tutti noi siamo chiamati ad impegnarci per realizzarli.

Durante le consultazioni con il Presidente Draghi i partiti italiani hanno fatto molte richieste in cambio del voto di fiducia. La maggior parte però vertevano sul tema dell’ecologia, dell’ambiente e della salvaguardia del nostro Pianeta. Le pressioni maggiori sono venute da Beppe Grillo che più ha voluto la nomina di questo ministero sull’esempio francese e spagnolo.

Le mansioni del ministero per la transizione ecologica

Non sono chiare le funzioni che svolgerà questo ministero e Draghi non si ancora espresso in merito. Possiamo fare sono supposizioni basandosi sui modelli europei a cui si ispira.

Il primo incarico previsto per il ministero dovrebbe riguardare la responsabilità di gestire parte dei fondi che arriveranno all’Italia attraverso il Recovery Fund. Per accedere ai fondi del programma Next Generation EU, è necessario che un Piano nazionale di ripresa e resilienza sia in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo. Questo piano nazionale è stato già approvato dal Governo Conte II e prevede una missione per una rivoluzione verde. Il ministro Luigi Di Maio ha affermato:

“Il progetto punta a sostenere l’ambiente, come il M5S ha sempre fatto, e ad integrare la difesa della nostra terra con le opportunità di sviluppo e di crescita economica”

Questo fa pensare a mansioni ancora più ambiziose di quelle già previste.

I primi passi per un futuro più verde

Non ci resta che aspettare e vedere quali saranno i compiti effettivi del ministero affidato a Roberto Cingolani. Alta è l’attenzione sotto cui si trova il loro lavoro ed alte sono le aspettative. Quello che possiamo fare per adesso è cogliere l’invito che il governo ci fa ad essere sempre più sensibili al tema della rivoluzione verde.

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